
L'Italia, come la maggioranza dei paesi occidentali, è dotata di un bicameralismo perfetto.
E' proprio nella sua "perfezione" l'anomalia del nostro sistema rispetto agli altri.
Le due camere servono infatti nel più dei casi, come in quello statunitense, da espressioni di due interessi diversi, (federali da un lato e statali dall'altro ad esempio), e hanno poteri diversi.
Nel nostro caso invece le due camere hanno gli stessi identici poteri e sono eletti sulla stessa base nazionale (con piccole differenze come l'età necessaria per il voto e la candidatura al Senato).
Un sistema del genere dovrebbe garantire una "doppia ponderatura" degli atti del Parlamento, in modo da partorire leggi migliori.
Il fallimento di questa scelta si può constatare considerando:
- l'entità delle leggi partorite negli ultimi anni e negli ultimi mesi (salva-previti, salva-berlusconi, tappa-la-bocca-ai-magistrati-e-ai-giornalisti, ciirami, gasparri, indulto, condoni...)
- il fatto che in Italia siano i partiti a governare, e non il deputato\senatore. Infatti sono i partiti a decidere chi candidare e in quale sezione (e grazie alla cosiddetta "legge porcata elettorale", così definita dal suo autore On. Calderoli, senza nemmeno dare la possibilità per il cittadino di esprimere una preferenza). E considerando che alla Camera e al Senato sono presenti pressappoco gli stessi partiti è normale pensare che le idee che vi penetreranno saranno le stesse, trasformando il doppio ponderamento in una seconda lettura data dalla stessa persona-entità, ovvero il partito.
- la macchinosità del sistema legislativo, che prevede che un atto non possa entrare in vigore fintanto che non sia stato approvato con lo stesso testo, virgole comprese, da entrambe le camere. Questo provoca un rimbalzo continuo dei DDL da un ramo all'altro del Parlamento, a volte per motivi davvero strumentali.
E' per questo che il fine a cui tendere è un MONOCAMERALISMO, che permetterebbe non solo una drastica riduzione delle spese politiche (considerate non solo il numero di parlamentari in meno, ma anche la riduzione del numero delle commissioni, degli uffici, dei portaborse, degli aiutanti dei portaborse...) ma anche una maggiore efficienza e rapidità nell'approvazione delle riforme.
E' proprio nella sua "perfezione" l'anomalia del nostro sistema rispetto agli altri.
Le due camere servono infatti nel più dei casi, come in quello statunitense, da espressioni di due interessi diversi, (federali da un lato e statali dall'altro ad esempio), e hanno poteri diversi.
Nel nostro caso invece le due camere hanno gli stessi identici poteri e sono eletti sulla stessa base nazionale (con piccole differenze come l'età necessaria per il voto e la candidatura al Senato).
Un sistema del genere dovrebbe garantire una "doppia ponderatura" degli atti del Parlamento, in modo da partorire leggi migliori.
Il fallimento di questa scelta si può constatare considerando:
- l'entità delle leggi partorite negli ultimi anni e negli ultimi mesi (salva-previti, salva-berlusconi, tappa-la-bocca-ai-magistrati-e-ai-giornalisti, ciirami, gasparri, indulto, condoni...)
- il fatto che in Italia siano i partiti a governare, e non il deputato\senatore. Infatti sono i partiti a decidere chi candidare e in quale sezione (e grazie alla cosiddetta "legge porcata elettorale", così definita dal suo autore On. Calderoli, senza nemmeno dare la possibilità per il cittadino di esprimere una preferenza). E considerando che alla Camera e al Senato sono presenti pressappoco gli stessi partiti è normale pensare che le idee che vi penetreranno saranno le stesse, trasformando il doppio ponderamento in una seconda lettura data dalla stessa persona-entità, ovvero il partito.
- la macchinosità del sistema legislativo, che prevede che un atto non possa entrare in vigore fintanto che non sia stato approvato con lo stesso testo, virgole comprese, da entrambe le camere. Questo provoca un rimbalzo continuo dei DDL da un ramo all'altro del Parlamento, a volte per motivi davvero strumentali.
E' per questo che il fine a cui tendere è un MONOCAMERALISMO, che permetterebbe non solo una drastica riduzione delle spese politiche (considerate non solo il numero di parlamentari in meno, ma anche la riduzione del numero delle commissioni, degli uffici, dei portaborse, degli aiutanti dei portaborse...) ma anche una maggiore efficienza e rapidità nell'approvazione delle riforme.





4 commenti:
Il confronto con gli altri paesi? Dov'è in uso un monocameralismo e come funziona? I suoi rischi?
Sono domande più che lecite, delle quali trovi alcune risposte a questo link:
http://it.wikipedia.org/wiki/Monocameralismo
Finiamola una buona volta con tutti 'sti sogni e ambizioni....mettiamole da parte! La cosa più intelliggente da fare sembrerebbe farci impiegare (se ci riesce) come portaborse! :)
p.s. è necessaria una laurea per fare i portaborse?
gnoma
Il fatto che i paesi scandinavi siano tutti monocamerali mi fa capire molte cose...
Max
Posta un commento