martedì 25 settembre 2007

Gli intermediari degli intermediari


Già, perchè è proprio in questi che ci si imbatte continuando il viaggio tra gli sprechi.

Che altro sono le Province se non un ammasso di poltrone e un ricettacolo di fondi pubblici?


Hanno funzioni tra le più disparate, che spaziano dall'istruzione alla tutela della fauna.

Tutti compiti che potrebbero essere tranquillamente assolti da Regioni o Comuni.


E' stato calcolato che abolire tutte le province permetterebbe di risparmiare ogni anno 16 miliardi di euro, ovvero una finanziaria importante.

Ci sarebbero poi da ridistribuire le competenze agli altri enti, ma di sicuro ci libereremmo delle oltre 5000 poltrone politiche, alcune delle quali ricevono stipendi da 7000 euro al mese.


La proposta di abolire questo ente non è nuova, e sono molti i martiri che lo hanno quantomeno proposto, tutti alla fine messi a tacere.

E se è vero che questa idea è trasversale ai due schieramenti (ma sporadica) è anche vero che trasversale è anche il dissenso che riceve, sia a livello statale che locale.


La provincia è troppo comoda per i partiti, che ne traggono soprattutto un sostegno politico-ideologico, e le utilizzano per piazzarvi personaggi cresenti o calanti.

Inoltre è significativo l'utilizzo che le province fanno dei loro fondi, molti dei quali finiscono nel finanziamento ad enti privati o associazioni.


Per non parlare poi delle varie commissioni, consulte, dei vari comitati di ogni tipo, con compiti consultivi (quando va bene) che servono solo, nella stragrande maggioranza dei casi) ad assorbire risorse e ad aumentare il consenso. Basti assistere alle sedute di apertura delle Consulte studentesche, dove l'assessore di turno fa bella mostra di sè con un bel discorso sull'importanza dei giovani.


Leviamocele di culo, aumentano solo la burocrazia.

giovedì 20 settembre 2007

Tsunami V-day



Sono passate ormai quasi 2 settimane da quell'8 Settembre che sembra ancora molto vicino. I media parlano ancora di Grillo, ancora di quell'enorme Vaffanculo, ancora di noi. Vuol dire una cosa, che 300.000 persone non sono una goccia nel mare. 300.000 persone, 300.000 firme sono uno tsunami.

Le reazioni sono molteplici: c'è chi urla di gioia, chi tenta di screditare, chi non se n'è nemmeno accorto, chi ci crede poco, chi niente, e chi sente il fuoco sotto il culo.

A chi sostiene che questa manifestazione non sia stata altro che un esempio di qualunquismo, di populismo, un grido di protesta vuoto, senza proposte, rispondo che le ondate di populismo sono specchio di un disagio a cui bisogna porre rimedio, e che le proposte ci sono state, basta ascoltarle; le 300.000 firme sono appunto per una proposta di legge. e gli altri "rimedi" sono qui, nel documento "le primarie dei cittadini", sul blog di grillo ormai da tempo, e portate di persona al Presidente del Consiglio, che ha dichiarato che "sembrano il programma dell'unione".

E allora dov'è finito il tomo da 280 pagine? dov'è l'abrogazione della legge 30? e i dico? e l'attenzione per l'ambiente? e il sociale? al momento si è visto davvero poco.

Se il V-Day c'è stato e ha avuto l'impatto che ha avuto (non c'è telegiornale, rotocalco o programma vario che non ne parli ancora) è perchè la gente ha sete di giustizia, di facce nuove, di pulizia, di efficienza, di economia e soprattutto di riforme strutturali serie, importanti, che elimino prima di tutto la burocrazia paralizzante.

E chi fa allarmismo gridando al terrorismo deve rendersi conto che "se qualcuno sparasse, finisse per sparare..." non sarebbe colpa del primo Grillo che passa, che urla, ma del disagio e della malapolitica, o meglio palapartitica, l'unica vera antipolitica del nostro paese.

Il V-Day è finito, cominciano i V-Years.




venerdì 7 settembre 2007

L'ora del vaffanculo


Ci siamo, mancano poco più di 12 ore al V-Day, il momento in cui buona parte degli italiani manderà ufficialmente a quel paese questa classe politica.


L'evento, ideato e promosso da Beppe Grillo e dai suoi meet up, si terrà in oltre 200 piazze italiane.


Grillo sarà presente a Bologna, insieme ad altri ospiti come Marco Travaglio, Gianna Nannini, Massimo Fini, Sabina Guzzanti e molti altri.


E' difficile dire ora quale sarà l'impatto di questa giornata, cosa produrrà e se passerà alla storia, ma una cosa è certa: erano anni che così tanta gente (siamo a oltre 200.000 iscritti) non scendeva in piazza urlando il suo dissenso alla politica italiana.


A chi accusa l'iniziativa e Grillo di qualunquismo rispondo che il marcio è sia a destra che a sinistra non perchè siano tutti "cattivi", ma perchè in Italia si è innestato ormai un meccanismo di clientelismo, di favoritismo, di sfiducia nelle potenzialità del paese tale da aver mandato in cancrena tutto il sistema.


Domani scendiamo in piazza, urliamo il nostro VAFFANCULO e firmiamo la proposta di legge contro i deputati criminali.


Ci siamo, forse ci siamo, forse è il momento del cambiamento.

V-Day!
video