
Già, perchè è proprio in questi che ci si imbatte continuando il viaggio tra gli sprechi.
Che altro sono le Province se non un ammasso di poltrone e un ricettacolo di fondi pubblici?
Hanno funzioni tra le più disparate, che spaziano dall'istruzione alla tutela della fauna.
Tutti compiti che potrebbero essere tranquillamente assolti da Regioni o Comuni.
E' stato calcolato che abolire tutte le province permetterebbe di risparmiare ogni anno 16 miliardi di euro, ovvero una finanziaria importante.
Ci sarebbero poi da ridistribuire le competenze agli altri enti, ma di sicuro ci libereremmo delle oltre 5000 poltrone politiche, alcune delle quali ricevono stipendi da 7000 euro al mese.
La proposta di abolire questo ente non è nuova, e sono molti i martiri che lo hanno quantomeno proposto, tutti alla fine messi a tacere.
E se è vero che questa idea è trasversale ai due schieramenti (ma sporadica) è anche vero che trasversale è anche il dissenso che riceve, sia a livello statale che locale.
La provincia è troppo comoda per i partiti, che ne traggono soprattutto un sostegno politico-ideologico, e le utilizzano per piazzarvi personaggi cresenti o calanti.
Inoltre è significativo l'utilizzo che le province fanno dei loro fondi, molti dei quali finiscono nel finanziamento ad enti privati o associazioni.
Per non parlare poi delle varie commissioni, consulte, dei vari comitati di ogni tipo, con compiti consultivi (quando va bene) che servono solo, nella stragrande maggioranza dei casi) ad assorbire risorse e ad aumentare il consenso. Basti assistere alle sedute di apertura delle Consulte studentesche, dove l'assessore di turno fa bella mostra di sè con un bel discorso sull'importanza dei giovani.
Leviamocele di culo, aumentano solo la burocrazia.






